Devo dire che non avrei mai creduto, nel 2016 a 53 anni, di entusiasmarmi per un progetto editoriale che si colloca su un crinale poco esplorato, a metà tra la densità di un libro e la leggibilità divulgativa di un magazine, con il peso specifico sufficientemente leggero per volare e sufficientemente pesante per radicarsi. Invece ecco WALDEN. Wilderness. Awareness. Life. Development. Environment. Nature, 160 pagine, con oltre venti firme, ricercatori, filosofi, geopoeti, artisti, imprenditori, naturalisti, letterati e che si arricchiscono anche per il prezioso contributo di un inedito racconto di Barry Lopez (“Il richiamo”) e dell’intervento più noto divulgatore dei diritti della Natura, Cormac Cullinan. Si legge come un libro. Nel suo editoriale Antonio dichiara l’intento. Quando arrivi alla fine, godendo anche di splendide immagini e illustrazioni – la copertina ne è testimonianza – hai compiuto un viaggio. L’ecologia della mente è questa. Rinnovarsi, trasformarsi, senza perdere un’identità precisa, ma permettendole di pulire i canali della percezione.